Sessanta presenti, tutti nel mio cuore. Uno per uno.

Sono qua, davanti al computer, gli auricolari infilati nelle orecchie, ad ascoltare la registrazione di quel che siamo riusciti a mettere in piedi qualche ora fa. Sono le una e cinquanta minuti. Non riesco a prendere sonno. Ho ancora negli occhi e sulla pelle l’atmosfera divertita e spassosa che i quasi sessanta presenti da Blumouse Computer hanno saputo farmi respirare. Un’atmosfera da brividi. Qualcosa di straordinario. Di straordinario non certo per quel che abbiamo fatto o per quel che abbiamo letto. Straordinario perché sessanta persone che non si conoscono, alcune provenienti da fuori Ancona, si sono ritrovate a ridere come matti, tutti insieme, come ci si conoscesse da sempre, come se le loro vite fossero corse sempre parallele, sempre attigue, sempre vicine, per poi incrociarsi – quasi fatalmente direi – negli amati luoghi del parlare quotidiano di Ancona, nei meandri più spassosi della lingua della loro adorata città. Città di mare, città di porto, e come tale a volte chiusa, a volte diffidente, ogni tanto scontrosa. Ma non certo ieri, non certo al reading di Sarai belo te. Al reading, nello spazio che Blumouse Computer ci ha messo ancora una volta generosamente a disposizione, sessanta anime allegre si sono ritrovate al richiamo della loro lingua e hanno dato vita a qualcosa che rimarrà a lungo nel mio cuore. La dolcezza e l’allegria di Fausta, una vita dedicata al vernacolo. Lucilla che ogni volta – insieme a suo marito – si sorbisce oltre trenta chilometri di strada pur di essere con noi. Piergiorgio che si adopera generosamente da sontuoso fotografo quale è e che ferma i suoi scatti solo quando le risate gli tolgono il respiro. L’immenso Nicola, che dopo averci deliziato con l’inno ufficiale di Sarai belo te, lavora di gran lena al mio fianco tutto il pomeriggio pur di garantire la registrazione audio e video dell’intero evento. E, non bastasse, trascina l’intero uditorio a cantare l’inno con lui dal vivo prima e dopo il reading. Mauro che, giunto da Portorecanati, distribuisce ovunque fotocopie col testo dell’inno, così che tutti insieme lo possano cantare. Beatrice che ritaglia un’ora di tempo al suo lavoro e ai suoi studi pur di esser là con noi. Cristiana che torna per la seconda volta e che porta altri con lei. Marica che rinuncia al suo tempo libero per accogliere i tanti ospiti della serata. Fabiola che scappa di corsa dal lavoro e si fionda da Blumouse per non perdersi nemmeno un minuto. Elenio, insuperabile padrone di casa, l’uomo di Blumouse Computer, che sin dalla mattina – tra un cliente e l’altro – si adopera per metterci a disposizione i suoi spazi, la sue risorse, la sua tecnologia. E poi Chimena, fresca autrice di 7 notti con Liga, che arriva mezzora prima dell’evento pur di assicurarsi un posto. E Monica, che aveva già dato il suo contributo in occasione dell’album fotografico Ancona sotto la neve. E altri, tanti altri. In piedi, seduti, accalcati uno sull’altro pur di non perdere il reading di Sarai belo te, un reading che – giunto al quinto appuntamento – è addirittura andato in diretta video su Internet, incollando allo schermo una media di quasi trenta persone da ogni dove. Lugano, Atene, Milano e chissà quante altre città hanno potuto seguire la diretta di un evento che, almeno sino a qualche tempo fa, era davvero inimmaginabile. Se la sera del 24 dicembre 2005, quando diedi timidamente vita a Sarai belo te nella sua versione online, l’unica esistente allora, mi avessero detto che un qualunque martedì di un qualunque mese di un anno qualsiasi avrei vissuto una serata come quella di ieri, avrei nutrito seri dubbi attorno alla sua facoltà di intendere e di volere. Invece è successo, è accaduto, e il mio cuore è ancora colmo di gioia e di incredulità. E Stefano? Che dire di Stefano? E’ con lui, anconetano come pochi al mondo, e con la sua travolgente simpatia che il reading ha saputo prendere quota come non mai. E’ uomo perbene, Stefano. Buono e simpatico. Come pochi. Continueremo a far cose insieme, io e lui. Continueremo a sorridere insieme. Continueremo a farlo rigorosamente in anconetano. Continueremo a farlo con voi. Ne sono certo.

Grazie. Siete nel mio cuore. Tutti. Uno per uno.

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